Anoressia e problema psicologico

Il soggetto anoressico soffre di disturbi della personalità con riflessioni su atteggiamenti del tipo ossessivo-compulsivo, indirizzati al raggiungimento del peso corporeo ideale e la determinazione nel raggiungerlo.

Gli adolescenti sono i soggetti più a rischio, i fattori scatenanti sono molteplici, come quelli genetici e fisiologici, ma anche ambientali o psicologici come ansia o depressione, difficoltà nell’affrontare le emozioni, bassa autostima e difficoltà ad interagire con gli altri.

La personalità dell’anoressico presenta molte sfaccettature, ha un assoluto bisogno dell’approvazione degli altri, pensa di essere spesso elemento di critica e la reazione imminente è un drastico cambiamento emotivo ed alimentare.

Nega di avere fame, mente sull’assunzione dei pasti, nasconde il cibo e soprattutto è molto bravo a celare dei comportamenti negativi, come il vomito indotto o dall’uso eccessivo di diuretici o lassativi.

Per l’anoressico il rapporto tra il cibo e la paura di ingrassare diventa una vera ossessione e studia tutti i modi per evitare di assumere calorie, limitando l’assunzione di cibo o digiunando, ed il modo come smaltire le calorie , si instaura una vera fobia verso i presunti i chili di troppo, sottoponendosi ad allenamenti estenuanti.

La reazione tipica difronte al problema è la negazione e la poca consapevolezza di ciò che gli sta accadendo, la testardaggine di affermare che sta prendendo peso è l’unico modo per non diventare grassi.

Un lento degradamento fisico incide in maniera negativa sulla salute generale, nei casi di anoressia grave i disturbi primari sono quelli a carico dell’apparato cardiovascolare, una minor frequenza di battito e ridotta gittata cardiaca e sistolica, una probabile conseguenza è la bradicardia o l’aritmia ventricolare, che può portare al decesso.

La graduale perdita di peso determina bassi livelli di potassio nel sangue, compaiono sincopi e capogiri astenia ed abulia, in questi casi è sempre meglio intervenire in tempo per cercar di risolvere il disturbo alimentare.

Essendo un problema abbastanza complesso è necessario ricorrere ad un approccio multidisciplinare, con una dietologa e sedute di psicoterapia cognitive- comportamentali oltre al supporto della famiglia, nei casi più gravi dove è in gioco la vita del paziente è sempre consigliabile un ricovero ospedaliero.

Per ulteriori approfondimenti sul tema, vi consigliamo lo studio di psicologia, disponibile anche per consulenze e psicoterapia per il trattamento di:

Depressione
Ansia e attacchi di panico
Fobie e ossessioni-compulsioni
Sessuologia
Alterazionidel comportamento alimentare
Disturbi psicosomatici
Autostima e Crescita personale
Problemi relazionali
Disagio dell’Adolescente

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